Sono 87.000 le aziende italiane con un proprio canale ecommerce nel 2026, in calo del 4,4% rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dall’Osservatorio sui siti ecommerce italiani realizzato da Netcomm in collaborazione con Cribis, presentato in occasione del Netcomm Forum 2026 di inizio maggio. Il dato riflette un forte turnover: nell’ultimo anno sono entrate nel mercato 21.717 nuove realtà, mentre 23.211 attive nel 2025 non risultano più presenti. Di quelle rimaste, oltre il 90% sono micro e piccole imprese. Le Società di Capitale con e-commerce sono 47.000 (54% del totale) e generano il 96,1% del fatturato complessivo del comparto.
Chi vende online è finanziariamente più solido
L’analisi evidenzia una correlazione significativa tra presenza digitale e salute aziendale. Nel 2024, il 77,7% delle Società di Capitale con e-commerce ha chiuso in utile, contro il 74,2% della media nazionale. La rischiosità commerciale risulta quasi dimezzata: solo il 17,2% di queste aziende presenta un profilo di rischio elevato, a fronte del 30,1% delle Società di Capitale che non operano online. Cresce anche la maturità digitale complessiva: nel 2026 il 24,5% delle aziende con e-commerce raggiunge un livello medio-alto di digital attitude, rispetto al 22,7% del 2025. Il dato più marcato riguarda le Società di Capitale attive nell’online: il 63,9% mostra una digital attitude elevata, contro appena il 7% di quelle non presenti sul canale digitale.
Social, pagamenti e internazionalizzazione
Sul fronte della comunicazione, l’83,4% delle aziende con e-commerce è attivo su almeno una piattaforma social. Instagram registra la crescita più significativa, passando dal 69,6% al 73,8%, mentre Facebook perde circa due punti percentuali. Segnali di evoluzione anche nei metodi di pagamento: il 79,1% delle aziende offre oggi più di una modalità di pagamento, con PayPal strumento più diffuso tra micro e piccole imprese. Nelle configurazioni con oltre quattro metodi disponibili emerge la crescita di soluzioni Buy Now Pay Later, con una diffusione particolare proprio tra le micro imprese. Sul piano della proiezione internazionale, il 76,6% delle aziende con e-commerce opera ancora con un sito in un’unica lingua, e il 55% del campione mostra una propensione all’internazionalizzazione bassa o medio-bassa.
I settori e la distribuzione geografica
A livello merceologico, i comparti con la maggiore incidenza di ecommerce rispetto al totale aziende del proprio settore sono la cosmetica (35,3%), l’industria dei giocattoli (33,5%) e l’editoria (24,7%). In termini di crescita, avanzano arredamento (+6,5%), cosmetica (+5,9%) e giocattoli (+4,5%); registrano invece contrazioni il turismo (-29,7%), il ticketing (-21,2%) e l’editoria (-11,9%).
Dal punto di vista geografico, la maggiore concentrazione di Società di Capitale con e-commerce si trova al Sud (31,5%), seguito da Nord-Ovest (25,8%) e Centro (23,2%). Le province con la più alta densità di aziende digitalmente attive sono Milano (9,4%), Roma (9,3%) e Napoli (6,7%).
Fonte: Customer Management Insights

